Lo scorbuto è una malattia provocata dalla carenza di vitamina C nell’organismo.

Un pò di Storia

Stando alle fonti storiche che ci sono pervenute, lo scorbuto era già noto nell’antico Egitto e nella Grecia del V secolo a.C.: si fanno infatti risalire ad Ippocrate, Padre della Medicina, le prime descrizioni di malati di scorbuto. I sintomi più frequentemente riscontrati erano: fragilità dei vasi sanguigni, perdita dei denti, insufficiente cicatrizzazione delle ferite, degenerazione delle ossa e insufficienza cardiaca. Un notevole aumento dei casi di scorbuto arrivò, intorno al 1500, in concomitanza alle prime esplorazioni intorno al mondo: in cerca di fortuna, e incoraggiati dai notevoli progressi compiuti dai costruttori navali, marinai e capitani cominciarono a trascorrere periodi molto lunghi per mare senza aver accesso a cibi freschi.

Alcuni tra i più grandi navigatori che la storia ricordi dovettero fronteggiare l’emergenza scorbuto: Vasco De Gama annotò la morte di ben 160 uomini del suo equipaggio durante il viaggio che lo portò a doppiare il Capo di Buona Speranza; Ferdinando Magellano raccontò di aver perso più dell’80% dei suoi uomini durante la prima circumnavigazione del Globo, tra il 1519 e il 1522. Tuttavia, soltanto nel 1747, un medico della Marina Britannica – James Lind – provò a trovare un rimedio per contenere le gravi perdite tra gli equipaggi. Egli scelse 12 uomini ammalati di scorbuto e li suddivise in sei gruppi; ogni gruppo venne sottoposto ad una dieta diversa, ricca in alimenti differenti: alcuni marinai seguirono una dieta a base di

cetrioli, altri di aglio e spezie, altri ancora a base di arance e limoni. Solo quest’ultimo gruppo guarì dallo scorbuto. Dal 1795 la Marina Britannica obbligò i suoi equipaggi ad imbarcare sulle proprie navi succo di arance e di altri agrumi, ottenendo una drastica riduzione dei casi di scorbuto. Solo nel 1912, grazie agli studi di Casimir Funk, lo scorbuto venne classificato come malattia dovuta a carenza di una “vitamina”, un tipo di molecola di cui a quel tempo non si conoscevano bene le caratteristiche.

Le arance sono ricche di Vitamina C

Ma cosa è, di fatto, la vitamina C?

Oggi sappiamo che lo scorbuto è dovuto a livelli insufficienti di vitamina C, chiamata anche “acido ascorbico”. Essa venne per la prima volta identificata nel 1921 da Albert Szent- Györgyi e Charles Glenn King. Si tratta di una molecola acida, che in natura esiste come un solido bianco che tende ad assumere un colorito giallastro se esposto all’aria. È molto idrosolubile, quindi si scioglie in acqua. È contenuta ad alti livelli nei mandarini nelle arance e nei limoni, ma è anche abbondante nei broccoli, nei cavoletti di Bruxelles, nei piselli, nelle fave, nei crauti e anche in alcuni fiori, come la rosa canina. Tuttavia, la vitamina

C è termolabile; ciò vuol dire che perde i suoi effetti benefici se portata ad alte temperature. Si stima che la cottura dei vegetali sia in grado di ridurre il contenuto di vitamina C di oltre il 75%. Questo spiega perché gli agrumi siano particolarmente indicati nel trattamento dello scorbuto: essendo consumati da crudi, mantengono intatto il loro elevato contenuto in vitamina C.

Che effetto ha la vitamina C sul nostro organismo? 

L’uomo, così come i gorilla e altri animali, non è in grado di produrre autonomamente vitamina C. Per questo deve assumere regolarmente cibi che la contengano. Il motivo per cui non possiamo creare questa molecola all’interno del nostro corpo è di natura genetica: nel 1955 un ricercatore, J.J. Burns, scoprì che

il DNA umano, un codice composto da lettere che le nostre cellule sanno decodificare per garantire la sopravvivenza dell’organismo, non contiene le informazioni che permettono di produrre la vitamina C. La vitamina C svolge più ruoli fondamentali all’interno dell’organismo. Proviamo a citarne e spiegarne alcuni.

La vitamina C ha funzione antiossidante: il nostro organismo è come una grande fabbrica e, come spesso accade nelle gradi fabbriche, esso produce anche dei rifiuti, potenzialmente pericolosi, chiamati “radicali liberi”. Possiamo immaginare i radicali liberi come mine vaganti in grado di danneggiare molecole come il DNA. Il danno al DNA provocato da radicali liberi è purtroppo una delle cause dei tumori.

La vitamina C interviene nella sintesi del collagene, il quale a sua volta ha un ruolo fondamentale nel rinforzare i vasi sanguigni, la pelle, le ossa e i muscoli.

La vitamina C aiuta l’assorbimento del ferro: essa è in grado di modificare il ferro contenuto nei cibi che assumiamo, rendendolo più semplice da assimilare.

Ancora una volta possiamo renderci conto del fatto che la Natura ci ha omaggiato con doni belli, profumati e gustosi, in grado di migliorare la qualità della nostra vita e, allo stesso tempo, arricchire di colore e gusto le nostre tavole e le nostre giornate.