Il lancio di insetti utili è una strategia mirata alla riduzione della popolazione dei fitofagi, organismi (prevalentemente insetti) che parassitano le coltivazioni arrecando loro danni più o meno gravi. Si tratta di un approccio che consente il completo rispetto dell’ambiente e che preserva rigorosamente la genuinità del prodotto poichè limita drasticamente l’impiego di pesticidi e non richiede un intervento diretto sul frutto.

L’introduzione di insetti utili viene praticata anche nella agricoltura convenzionale, quindi non è da considerarsi necessariamente connessa al modello ‘biologico’ di agricoltura. Tuttavia, la ricerca di insetti utili è stato uno dei primi passi verso un modello di agricoltura più eco-sostenibile, verso un prodotto più puro e un ambiente più incontaminato.

Esistono ad oggi diverse specie di insetti utili per gli agricoltori. Due delle più usate in agrumicoltura sono Rodolia cardinalis e Aphytis melinus.

Rodolia cardinalis è un coleottero appartenente alla famiglia dei coccinellidi che viene liberato in prossimità degli agrumeti per contrastare la proliferazione di Planococcus citri. Quest’ultimo, noto anche come cocciniglia farinosa o cotonello degli agrumi, aggredisce le coltivazioni sottraendo linfa alle piante con conseguente ingiallimento e disseccamento delle foglie. Le infestazioni da cocciniglia causano anche danni secondari: i giovani cotonelli si localizzano in prossimità del peduncolo del frutto e producono grandi quantità di melata, una sostanza zuccherina che attrae formiche e fumaggini. La femmina di Rodolia cardinalis depone centinaia di uova sopra o dentro al sacco ceroso che contiene le uova di Planococcus citri, determinandone la distruzione.

Femmina di Aphytis melinus

Femmina di Aphytis melinus deposita le uova all’interno di Aonidiella aurantii (Photo & © Max Badgley)

Aphytis melinus è un imenottero di intenso colore giallo-arancio e di dimensioni assai ridotte: circa 1 mm di lunghezza. È stato importato in Italia dalla Cina sul finire degli anni sessanta per contrastare le infestazioni di Aonidiella aurantii, nota come cocciniglia rossa forte degli agrumi o rossa di California. Questo parassita provoca danni assai più ingenti di quelli causati dalla cocciniglia bianca: oltre agli ingiallimenti fogliari è possibile riscontrare filloptosi (caduta precoce ed eccessiva delle foglie), fessurazioni corticali e generale deperimento della pianta.

La femmina di Aphytis melinus inserisce le sue uova all’interno dello scudetto della cocciniglia dopo averla paralizzata in modo permanente. Dopo la schiusa delle uova le larve cominciano a nutrirsi del “corpo della vittima”, che viene interamente consumato dopo circa 12 giorni.

È proprio vero che, a volte, l’aiuto più prezioso arriva da chi meno te lo aspetti.

[Foto di copertina, credit: Gli Argomenti Spaziano]