Vi siete mai chiesti perché la tradizione vuole che nel bouquet della sposa ci siano i fiori d’arancio?

Storicamente, sembra che i primi ad adornare le giovani con la profumata zagara nel giorno delle loro nozze siano stati i saraceni, e pare che questa usanza sia giunta a noi durante il periodo delle Crociate.

La leggenda narra che una splendida fanciulla donò al re di Spagna un albero di arance affinché questi lo piantasse nel proprio giardino. Il monarca, segretamente innamorato della giovane donna alla quale non poteva però unirsi in matrimonio a causa delle profonde differenze di rango, custodiva gelosamente quella pianta dai frutti così gustosi. Egli rifiutò persino di donare ad un ambasciatore presso la corte spagnola che ne aveva fatto richiesta, un ramo sul quale sbocciavano fiori candidi e profumati. Quest’ultimo, per nulla intimidito dal rifiuto del sovrano, si rivolse al giardiniere della corte affinché rubasse per lui un ramoscello. L’operaio, da sempre ad umile e sincero servizio del re di Spagna, acconsentì ricevendo in cambio 50 monete d’oro. Il monarca, scoperto il misfatto, decise inizialmente di punire il disonesto giardiniere ma decise infine di perdonarlo quando l’anziano suddito confessò il motivo che lo aveva indotto a compiere quel gesto. Il vecchio giardiniere voleva poter esaudire il desiderio della figlia, quello di unirsi in matrimonio con l’amato, sogno fino a quel momento irrealizzabile a causa delle limitate risorse economiche dell’uomo.

Da quel momento in poi i fiori dell’arancio simboleggiano quindi l’amore puro, sincero, vero, che spinge due creature a diventare “uno”.